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“Il creatore” di Katiuscia Ciancio / Recensione

Buongiorno amati lettori. Oggi vi porto un libro che pulula di sorprese. Un thriller che ha del psicologico e un giallo ben strutturato. Una storia pensata, ben sviluppata. un gran lavoro.

Vi lascio alla recensione, aspettando ovviamente vostre opinioni.

Avviso che l’autrice mi ha gentilmente concesso un’intervista che sarà pubblicata prossimamente.

Ringrazio l’editore per la copia.

TITOLO: Il creatore 9788867714247B

AUTORE: Katiuscia Ciancio

EDITORE: Il ciliegio Edizioni

COSTO&PAGINE: 17, 00 euro – 320 pagine

DOVE ACQUISTARE: http://amzn.to/2jhLVhL

TRAMA: Ambientato in gran parte a New York, ai giorni nostri, “Il Creatore” ruota intorno alle vicende di una ragazzina di tredici anni di nome Caroline e di sua madre Noemi, investigatrice privata. Noemi ha a cuore le sorti di numerose bambine fra i sei e i tredici anni misteriosamente scomparse, in particolare quella di Emily, di otto anni, il cui cadavere è stato ritrovato presso il Bear Mountain State Park, vicino a New York. Noemi intraprende autonomamente un’indagine per scoprire chi sia l’assassino. L’unico indizio in suo possesso è una sigla, scritta su un foglietto rinvenuto all’interno della bocca di Emily. Una pericolosa ricerca nelle case dei sospettati, porte abilmente scassinate, ritrovamenti schiaccianti la porteranno a un susseguirsi di colpi di scena e a situazioni surreali. Alla fine delle indagini, Noemi e l’assassino si troveranno uno di fronte all’altro. Lo shock di quel viso, mai rientrato nella lista dei sospettati, la porterà a un gesto estremo, mentre il criminale sfrutterà astutamente tutte le sue doti di abile manipolatore.

COSA NE PENSO:

Una trama inquietante, di certo non adatta a tutti, così come in generale il genere dei thriller. Personalmente mi impressiono poco – o meglio, difficilmente – e comunque si tratta sempre per lo più di immagini visive piuttosto che qualcosa di scritto, quindi non ho trovato difficile leggere la storia, nonostante le diverse descrizioni ugualmente non eccessivamente dettagliate e violente.

Black and WhiteCerto l’intento dell’autrice sarà stato quello di porre             l’attenzione sulla tematica tanto delicata scelta, attraverso un grande giallo, piuttosto che straziare i lettori. Però ugualmente il tema di violenza e omicidio su delle bambine talvolta torturate e talvolta abusate, può risultare pesante per quelle persone particolarmente sensibili e dalla fervida immaginazione.

Vorrei,  tuttavia,  che questa avvertenza non impedisse la lettura del libro, sopratutto se il genere “thriller”; “poliziesco-d’azione” piace. Considerando il ritmo incalzante, lo stile piacevole e curato, talvolta ironico o diretto con il lettore,  si tratta d’una storia intrigante e, a perer mio, perfetta per un adattamento cinematografico. E lo dico senza sapere se davvero ne verrà tratto qualcosa, ma – essendo io amante del genere che sia scritto o visivo – l’ho trovato davvero azzeccato.  Sembrava seriamente di leggere la sceneggiatura di uno di quei film Hollywoodiani dove, il più delle volte, all’inizio si capisce poco niente e tutti sono sospettabili, ma andando verso la conclusione ogni cosa trova il proprio posto e il puzzle si completa. Sempre non ci sia la sorpresa finale appena prima che lo schermo si annerisca o la pagina finisca. Heheh!

SupportedQuando poi si tratta di recensire un thriller o giallo che sia,  è sempre difficile parlarne senza un pó di spoiler. Ovviamente posso dirvi che, personalmente, ho avuto degli alti e bassi nel corso della lettura, ma li considero più che normali e comprensibili. Attenzione: dico alti e bassi, non che mi sia annoiata o mi sia risultato pesante procedere, tutt’altro! L’apertura e i primi capitoli mi hanno coinvolto parecchio, così come nel proseguo, lungo il cuore e la parte centrale della storia e giungendo agli ultimi capitoli dove accade il finimondo e l’adrenalina va alle stelle.  Il ritmo è rallentato solo nelle parti più tecniche e descrittive – ad esempio quando ci sono le sedute terapeutiche o si fa il quadro psicologico del criminale – ma in ogni caso in contemporanea avviene qualche altra peripezia che rimette subito in moto la narrazione.

La storia è ricca ed entusiasmante, calzante, aggrovigliata. È una trama che va seguita nei minimi dettagli per non perdersi il più piccolo e utile indizio. Continui colpi di scena, personaggi delineati perfettamente, situazioni concrete, giusta carica tensiva, una scrittura catturante e giovanile. La perfetta prova per i più esperti lettori che cercano un libro che li possa un pò scuotere e per chiunque voglia qualcosa di accattivante e sorprendente.

Il finale sembrava non arrivare mai, ma non lo dico come critica nel senso di libro monotono che non si vede l’ora di chiudere. Bensì intendo la continua illusione di aver trovato FINALMENTE il colpevole definitivo per poi ritrovarsi in poche righe la distruzione di tutto ciò che appariva conclusivo, ricominciando e lasciando le mie piccole speranze al tappeto. No, non ce la potrò mai fare a capire chi è stato.

È un tira e molla stimolante, un bel modo per tenere il lettore attivo e partecipante nel caso. Assicuro che vale la pena soffrire un pò (e capire di non avere il talento da detective perché si pensano sempre, tutte le sante volte, a duecentomila conclusioni possibili e tanto alla fine non sono mai quelle giuste e no, non sto parlando di me se ve lo steste chiedendo), e arrivare fino alla fine mozzafiato.

would be so cute to take a picture of your little girl like this when shes little and then another one same pose and place for a senior picture!È una storia interesantissima anche dal punto di vista psicologico del criminale e della vittima. Certe dinamiche vengono descritte precisamente e sicuro danno valore aggiunto alla storia (difatti ho letto nei ringraziamenti che l’autrice ha avuto consulenze specifiche da criminologi, esperti e chi di dovere per riportare tali informazioni, quindi la certezza di leggere qualcosa di provato e concreto l’abbiamo). Personalmente sono aspetti che a me stuzzicano parecchio e averle ritrovate nella storia così ben inserite e inerenti, quasi anch’io fossi un agente coinvolto assieme ai miei colleghi, mi ha fatto davvero piacere. Sono pochi i libri che danno anche l’aspetto preciso della possibile mente criminale e dei suoi piani maligni spiegandone i motivi psichici.

Ho imparato cose che non conoscevo, altre che ignoravo, mi sono emozionata e spesso stupita. Il tema non mi ha per nulla infastidito e al contrario penso che non se ne parli mai abbastanza di violenze, disuguaglianze e ingiustizie e anche quando lo si fa, purtroppo, non tutti sono interessati e disposti a stare ad ascoltare prima e ad agire concretamente poi. Un libro che invita a guardare la realtà e le persone a noi vicine con occhi diversi, a fidarsi sì, ma forse non così tanto, a non lasciarsi fregare dalle piccole certezze quotidiane che potrebbero crollarci addosso e non lasciarci scampo.

3 risposte a "“Il creatore” di Katiuscia Ciancio / Recensione"

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