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“Starlinght” di Cristina Chiperi / Recensione

INTRO:

ebdcdf282809fd5ec47dc59bb8c74c9eBuongiorno amati lettori. Vi informo fin da subito – per correttezza nei vostri confronti – che la prossima recensione sarà rivolta a un libro Young Adult / Genere Rosa. Pertanto, se la tipologia vi interessa, continuate a leggere e, anzi, ditemi cosa ne pensate, altrimenti non aspettatevi una storia diversa da quanto potete aspettarvi da un romanzo di questo tipo.

Siccome questo è un blog #open – scherzosamente lo definisco <<non razzista>> – è giusto che ci siano tutti i generi letterali, senza pregiudizi verso nessuna tipologia.
Ecco perché non critico chi non ami o al contrario adori lo Young Adult, perchè i gusti sono gusti, però so bene che questo è un genere parecchio discusso e con il quale molte persone partono prevenute.

In ogni caso io do il mio parere oggettivo a prescindere che gradisca la categoria o meno. Valuto la trama, la scrittura e il libro nel suo insieme nel modo più franco e imparziale possibile. Questo in ogni mia recensione.

ATTENZIONE = Anche Time Deal è un Young Adult (così definito ma non sono completamente d’accordo) però avevo avvisato che era un libro diverso, una storia che valeva la pena leggere anche quando il genere non piace. Nel caso di Starlight consiglio da subito di evitare se poco affini con questo tipo di prodotto.

TITOLO: Starlight

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AUTORE: Cristina Chiperi

EDITORE: Garzanti

COSTO&PAGINE: 14,90 euro (cartaceo) – 224 pagine

DOVE ACQUISTARLO:

SITO GARZANTI:  http://www.garzanti.it/

TRAMA:

I corridoi dell’università sembrano infiniti, soprattutto per una matricola come Daisy. Tutto è nuovo ed entusiasmante per lei.
Non riesce a immaginare un periodo più sereno della sua vita, fino a quando in quegli stessi corridoi incontra due occhi che avrebbe preferito non rivedere. Appartengono a Ethan, il suo migliore amico quando aveva dodici anni. Dietro quel ciuffo ribelle, Daisy riconosce il ragazzino timido e misterioso che l’aveva conquistata con le sue storie sul cielo e le costellazioni, soprattutto quelle stelle binarie che viste dall’occhio umano sembrano una sola, ma in realtà sono due e sono inseparabili. Ruotano sempre insieme nonostante tutto, qualunque cosa succeda. Così erano lei e Ethan. Poi tutto è cambiato. Perché lui ha tradito la sua fiducia e Daisy non crede che possa più esistere un legame così forte. Non crede più nella magia delle stelle. Lei crede nel fascino delle parole e dei ragionamenti. Non potrebbero essere più diversi di così, lei persa tra gli insegnamenti dei suoi amati filosofi e lui nelle formule astronomiche. Parlano due lingue differenti ormai.
Eppure rincontrarlo dopo tanto tempo le fa provare emozioni forti e contrastanti. Daisy deve scegliere tra perdonare e ricordare. Il primo istinto è quello di fuggire. Perché la luce delle stelle a volte può abbagliare.  Ma stelle binarie si nasce, e non si può fare nulla per cambiare il destino. C’è sempre una forza che ti riporta indietro. Il tuo posto è lì, per sempre.

COSA NE PENSO:

Vorrei partire evidenziando che l’autrice ha diciotto anni ed è nata e cresciuta come scrittrice su Wattpad, diventando amatissima dalle lettrici e avendo un grande seguito nella sua precedente serie “My dilemma is you”, un “fenomeno editoriale senza paragoni” – così almeno viene definita.

In tutta sincerità – valutando la giovane età e il talento che sicuramente possiede perché se così non fosse non sarebbe stata pubblicata proprio lei rispetto a molte altre coetanee –  definirla “Un caso editoriale senza paragoni” mi sembra alquanto eccessivo, almeno da quello che ho dedotto leggendo Starlight (poi onestamente non conosco le altre sue storie).

In Starlight abbiamo la solita coppia che scoppia formata da Daisy e Ethan, inizialmented3e444b0947cde9f7ee33d12e805c02e migliori amici che poi si sono bruscamente divisi per un presunto tradimento da parte di lui che avrebbe rovinato la famiglia e la vita di Daisy rivelando un segreto che l’amica gli aveva privatamente rivelato, costringendola quindi a trasferirsi da sola con la madre in un’altra città, a perdere gli amici e a chiudersi al mondo esterno.

Anni dopo i due si rincontrano – proprio quando la ragazza aveva ricominciato a fidarsi delle persone grazie a due cari nuovi amici Noemi e Alessandro – e fingono di non essersi mai visti prima perché ognuno di loro è profondamente ferito dal passato e non vogliono che questo torni a incombere nella loro quotidianità. In particolare Daisy si dimostra molto ostile con Ethan che cerca di riallacciare i rapporti ripartendo da zero, ma lei non ha la minima intenzione né di perdonarlo né di lasciare che lui le possa spiegare com’erano andate realmente le cose anni prima.

Mi fermo qui con la trama perché il libro è piuttosto corto e le vicende si svolgono abbastanza rapidamente, quindi voglio evitare di fare spoiler. Mi concentro un attimo sull’analisi dei personaggi e sulla trama.

0b0bdf1c11896fb5d044a360e8145b44.jpgDaisy mi è piaciuta solo in certe occasioni. L’ho trovata un po’ infantile (possibile la giovane età?), con atteggiamenti quasi da bambina, arrogante, la tipica ragazza che vuole dimostrare al mondo quanto sia forte e sicura quando invece dentro nel profondo è colma di dubbi. Troppo chiusa nelle sue convinzioni neanche avesse un paraocchi, assolutamente non aperta a capire gli altri e ad ascoltarli – pretendendo però che poi l’amica Noemi lo faccia con lei nel momento in cui le due litigano – volendo credere solamente a ciò che sa o che pensa di sapere, forse perché terrorizzata da un possibile disgregamento del suo fin troppo precario equilibrio interiore ricompattato con tanti faticosi anni e che potrebbe trascinarla in un baratro senza fondo. Prova un eccessivo rancore verso tutti; Ethan, il padre, gli ex, e non è mai davvero sicura di quello che pensa e di quello che davvero sente e desidera.

Per altri versi l’ho apprezzata. Una persona che si rifugia nella filosofia e cerca di leggere il mondo grazie ai grandi maestri, quindi forse una possibile ricerca verso una strada di crescita e miglioramento. Per certe cose ero anche affine con il suo pensiero o per quello che provava, ma in generale non mi ha particolarmente colpita.

Con Ethan non mi sbilancio. Ho apprezzato quel suo modo delicato di riavvicinarsi a Daisy, la gentilezza e la discrezione con la quale le si rivolgeva, la sensibilità di intuire che lei preferisse far finta di non conoscersi e la pacatezza che dimostra ogni volta la ragazza gli si scagli contro come una furia. Gradita molto anche la perseveranza nonostante tutti i rifiuti e la scontrosità di Daisy, quel suo atteggiamento presente ma non soffocante nei suoi confronti, in disparte ma sempre vigile su di lei. Certo, per buona parte del libro (fin troppo)  lui le va dietro dicendole solo << lasciami spiegare come sono andate le cose>>, << tu pensi solo al passato, è ora di andare avanti, non puoi pensare di sapere tutto quello che è successo>>, << non è come credi>> però se davvero avesse voluto dirle la verità – insomma – semplicemente.. digliela! Ferma sta’ ragazza e spiegale cos’è successo! Non lasciare che continui a crederti un farabutto e un traditore per tutto il tempo, e soprattutto, che ti tratti a pesci in faccia di continuo! Ho capito che te’piace, ma c’è anche un po’ di dignità nella vita!

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Nonostante questo, però i messaggi che il libro cerca di trasmettere hanno un considerevole valore: l’amicizia, la fiducia, il perdono, la famiglia, tutti argomenti universali che però – a parer mio – non sono stati trattati molto accuratamente. Il rapporto con la madre dopo i primi capitoli sparisce anche se Daisy ripete che sono da sempre profondamente legate e intanto la donna compare solo in poco più di due scene in tutto il libro ma solo per far bilanciare correttamente la storia. Il padre è una figura pressoché inesistente, messa solo di sfondo, l’apparente ombra oscura che incombe sul passato di Daisy e della madre, è la rappresentazione di un uomo egoista e distaccato perché si è ricostruito una seconda famiglia dopo che – meschinamente – le ha lasciate. Posso comprendere la rabbia e la delusione di Daisy nel vedere il genitore felice senza di lei e con altri figli, ma adirarsi perché si è rifatto una vita e non lasciarlo nemmeno parlare al telefono quell’unica volta che la chiama – probabilmente per spiegarle la situazione o per ricominciare un possibile piccolo rapporto – mi è sembrato eccessivo e troppo frettoloso, sbrigativo. Quasi una forzatura dover descrivere quegli avvenimenti, ma che in realtà la scrittrice non vedesse l’ora di proseguire con il tema principale. Mi è parso come se l’autrice volesse far capire l’importanza e il valore della famiglia ma che non ci sia molto riuscita. Usa i genitori come altra motivazione del dolore di Daisy e della sua faticosa vita, ma solo quelle poche volte che sono proprio strettamente necessari.

Trattata forse meglio è l’amicizia, comprendente anche la fiducia, prima con Ethan, poi Tommy (altro miglior amico di Daisy) e poi con Alessandro e Noemi. Però anche qui ho da ridire: prima di tutto – tralasciando Ethan e Tommy che sono il simbolo dell’amicizia solo all’inizio – con Alessandro, Daisy non è mai particolarmente carina, ma questo è di poco conto perché esistono queste tipologie d’amicizie “ti odio-ti adoro”, molto burlesche e comunque veritiere, ma la povera Noemi viene presa un po’ più in considerazione solo quando prova interesse per Ethan e quando poi litiga con Daisy. Per il resto non viene veramente descritta la loro relazione, il forte sentimento che le lega, eccetto le sere al lavoro e i posti occupati che Noemi tiene per Daisy in facoltà. Se Noemi era davvero così importante, io l’avrei fatto capire di più, avrei cercato di darle anche altri ruoli a parte “la migliore amica che ti frega il ragazzo”.

b6713e3b540097a810411f909d89a685.jpgInfine lo stile dell’autrice. Data la giovane età, posso comprendere la carente ricerca di una terminologia particolarmente accurata, ma l’ho trovata veramente banale, molto, molto semplice come stile. Un po’ di ripetizioni, troppi punti esclamativi (seriamente), frasi a mio parere futili, doppioni di cose già dette e pensate più volte, descrizioni superficiali e di tanto in tanto un’espressione più sofisticata che però nel contesto generale proprio stonava, buttata lì.

Mi è invece piaciuto moltissimo la scelta di mettere delle citazioni riprese dai grandi filosofi, scienziati e pensatori per l’apertura dei capitoli.

In conclusione Starlight è quello che è: un romanzo Young Adult, con tutte le caratteristiche della storia d’amore con i suoi – coerenti- alti e bassi, i vari litigi, gli equivoci e le classiche scelte tra due o più persone, una delle quali finisce inevitabilmente per rimanere ferita. Essendo il primo di una serie (non so se dilogia, trilogia o tetralogia) non posso dire che la conclusione sia il solito Happy End, ma suppongo alla fine andrà così. Nulla di male in questo, sia chiaro, è quello che le lettrici si aspettano da quest’autrice e da questo genere di storie, pertanto è più che corretto che le cose siano coerenti con questo stile. Un romanzo semplice, insomma, di pura compagnia, una storia come altre in grado di soddisfare pienamente chi il genere lo apprezza e non sorprende chi si aspetta qualcosa di diverso.

 

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Cristina Chiperi ha solo diciotto anni ma è già un fenomeno editoriale senza paragoni. È l’autrice italiana più amata di Wattpad con oltre 20 milioni di visualizzazioni. I suoi libri della serie My dilemma is you sono stati per mesi in vetta alle classifiche. La stampa più prestigiosa e i principali programmi televisivi di cultura hanno parlato di lei. Le migliaia di suoi fan sui social media la adorano e chiedono senza sosta sue nuove storie. Ed ecco Starlight, il primo romanzo di una nuova imperdibile serie.

 

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